Latte: i prezzi strozzano i pastori. Domani manifestazione a Roma

lunedì 11 febbraio 2019 di Redazione Giovani Impresa

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Sveglia alle 5 del mattino per la prima mungitura che sarà ripetuta nel pomeriggio per ottenere da ogni pecora circa un litro di latte al giorno che viene pagato circa 60 centesimi al litro, un’elemosina che non copre neanche i costi di allevamento e di alimentazione e spinge alla chiusura i 12mila allevamenti presenti in Sardegna. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’inasprimento della protesta dei pastori sardi in una regione in cui si trova il 40% delle pecore allevate in Italia che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop), ma riconosciuti dall’Unione Europea ci sono anche il Fiore Sardo Dop e il Pecorino Sardo Dop.

I pastori sono esasperati da una situazione insostenibile e si registrano assalti alle autocisterne che sono scortate da polizia e carabinieri, versamenti del latte in strada o in pasto ai maiali ma c’è anche chi ha deciso di trasformarlo in azienda e donarlo ai più bisognosi invece di svenderlo. E si segue anche la via legale contro gli industriali che sottopagano il latte ai pastori. “Ci rifaremo all’articolo 62 della legge 1 del 2012 in cui sono previste sanzioni oltre i 3 milioni” ha affermato il presidente della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu nel sottolineare che “l’art. 62 al comma 2 vieta qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio: qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione“.

La Sardegna è nel Mediterraneo la terra in cui è più alta la concentrazione di pecore: quasi due ogni abitante, 2,6 milioni di animali per 1,5 milioni di persone con il risultato che le forme paesaggistiche dell’Isola dipendono dal fatto che ben il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento. Ma secondo la Coldiretti negli ultimi dieci anni in Italia è scomparso un milione di pecore per colpa di scelte industriali irresponsabili. “Senza pastori la Sardegna muore” gridano gli allevatori. Un’esigenza che sarà sollevata domani martedì 12 febbraio dalle ore 9,30 davanti a Piazza Montecitorio a Roma con un delegazione di pastori sardi ospitata per far conoscere alle Istituzioni nazionali la tragedia del latte di pecora sottopagato alla manifestazione della Coldiretti.

Le remunerazioni offerte non sono solo indegne e offensive per i pastori, ma anche illegali perché le norme sulla concorrenza vietano “qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o palesemente al di sotto dei costi di produzione”. Un obiettivo condiviso anche dall’Unione Europea che si appresta ad approvare la nuova direttiva contro le azioni commerciali inique e immorali che entro la prima settimana di marzo dovrebbe arrivare in Aula al Parlamento europeo. Si tratta della presa d’atto della necessità di contrastare lo squilibrio commerciale che favorisce le speculazioni lungo la filiera e la necessità di intervenire per garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari come nel caso dei pastori sardi e dei loro greggi nei confronti dell’industria caseari.

La situazione è ormai insostenibile con il prezzo offerto da un “cartello” di industrie inferiore a 60 centesimi per litro di latte di pecora per questo non ci sono più le condizioni per sedersi ad un tavolo con chi fino all’ultimo è rimasto sordo e indifferente alle proposte avanzate per dare risposte al dramma dei pastori e attendiamo che l’associazione industriali proponga a tutti i pastori della Sardegna il prezzo del latte che non ha voluto ne trattare ne modificare in questi mesi. In gioco c’è il futuro di migliaia di famiglie, di un settore economico strategico per il Made in italy e per l’intera Sardegna dove il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento ma secondo la Coldiretti negli ultimi dieci anni in Italia è scomparso un milione di pecore per colpa di scelte industriali irresponsabili.